PARAROWING


pararowing sul tevere

 

 

 

Pararowing - che cos'è?

 

  

Para-rowing, chiamato fino al 2012 Adaptive Rowing, è il canottaggio destinato ad atleti portatori di una o più disabilità.

 

Categorie dei portatori di disabilità

 

Per rendere maggiormente chiaro ciò che verrà detto successivamente, possiamo suddividere i portatori di disabilità in quattro categorie:

  • portatori di disabilità sensoriale: sono disabilità che riguardano i sensi (vista, udito, ma anche tatto, gusto, olfatto)
  • portatori di disabilità motorie: riguardano la motricità e l'efficienza degli organi delle parti del corpo deputati al movimento
  • portatori di disabilità intelletive
    • riguardano le abilità intellettive che possono essere verificate attraverso il quoziente intellettivo (Q.I.: rapporto tra età cronologica ed età mentale del soggetto);
    • le disabilità più specifiche sono le insufficienze mentali (I.M.);
    • alle disabilità intellettive si possono assimilare anche i disturbi specifici dell'apprendimento (es: dislessia, disgrafia, discalculia, ecc.);
  • portatori di disabilità psichica

Le prime due categorie possono essere raggruppate nella disabilità fisica mentre le altre due sono aggregabili nella disabilità psichica.

Il Para-rowing, identifica più direttamente le disabilità fisiche, per le quali l’attività sportiva prevede squadre miste di uomini e donne stabilite secondo criteri di mobilità di diverse parti del corpo (tronco, braccia e gambe) con gare a livello nazionale ed internazionale su percorsi di 2.000 metri (dal 2017).

In questo senso, il para-rowing è una delle più inclusive discipline paralimpiche, poiché permette di costituire squadre composte da atleti con disabilità sensoriali e motorie.

Secondo i regolamenti FISA, nel para-rowing le disabilità sono classificate come

Segue:

LTA - Legs, Trunk, Arms  Possibilità di utilizzare almeno una gamba, il tronco e le braccia. Alla stessa categoria afferiscono i soggetti con deficit sensoriali o intellettivi. Dallo scorso mese di aprile la FIC ha recepito le modifiche FISA e la classificazione è diventata PR3 e PR3 ID (per i disabili intellettivi)

Le barche sono standard e i sedili mobili

TA - Trunk and Arms (PR2 dopo modifiche FISA) Possibilità di utilizzare i muscoli del tronco. La barca ha sedili fissi.

AS - Arms and Shoulders  (PR1 dopo modifiche FISA) Il controllo del tronco è limitato.

 

La barca ha sedili fissi e il vogatore è bloccato attraverso un sistema di cinghie a livello della parte superiore del torace per permettere il movimento unicamente delle spalle e delle braccia.

 

L'allenamento di pararowing

 

L’allenamento di para-rowing e, successivamente, le gare si svolgono utilizzando 3 classi di imbarcazioni:

       PR3   Quattro con timoniere (Equipaggio misto),

       PR3   Doppio (Equipaggio misto),

       PR2   Doppio (Equipaggio misto),

       PR1   Singolo (sia Femminile che Maschile),

PR3 e PR2 sono equipaggi misti: metà dell’equipaggio deve essere di sesso maschile e metà di sesso femminile (il timoniere può essere indifferentemente di sesso maschile o femminile e normodotato).

Il para-rowing è integrato all’interno della Federazione Internazionale di Canottaggio, e i para-rowers partecipano annualmente insieme ad atleti normodotati in alcune competizioni di Coppa del mondo, dei Campionati Mondiali e Olimpiadi.

 

Per le disabilità psichiche  non esiste una vera e propria attività sportiva e le barche sono diverse da quelle precedentemente descritte. Gli equipaggi, anche in questo caso possono essere composti indifferentemente da maschi e femmine.

Le barche che vengono utilizzate (4 GIG, 4 yole, 4 di coppia, doppio canoe) sono leggermente più larghe e stabili rispetto a quelle standard e prevedono sempre la presenza dell’allenatore a bordo sia come parte dell’equipaggio che in qualità di timoniere.

 

Gli allenamenti in questo caso sono finalizzati a favorire l’inclusione sociale con la partecipazione alle attività del circolo, a creare maggiore autostima, maggiore autonomia, miglioramento psico-motorio, miglioramento della capacità di autocontrollo, a costruire il rispetto delle regole intendendo lo sport come veicolo educativo e di crescita.

 

La Canottieri Rumon ed il Pararowing

 

La A.S.D. Canottieri Rumon Salaria Village nata per consentire ai soci master la partecipazione a gare regionali, nazionali ed internazionali a distanza di un anno circa dalla sua fondazione ha deciso di rendere molto più sfidanti i suoi obiettivi. Tale ampliamento di indirizzo è avvenuto con progressiva maturazione a valle di due periodi vissuti, ma inizialmente non pienamente sentiti, relativi a

  • partecipazione (unica società di Canottaggio nel Lazio) al progetto Canottaggio Integrato 2015-2016 promosso, con la validazione del MIUR, dalla Federazione Italiana Canottaggio per la diffusione della pratica sportiva remiera tra ragazzi con problemi intellettivi-relazionali e fisici-sensoriali nell’ambito della scuola secondaria di 1° e 2° grado.
  • presenza degli atleti della nazionale para-rowing di canottaggio presso la nostra struttura (è stata la loro base di allenamento prima della trasferta olimpica di Rio)

Entrambi questi eventi hanno però contribuito a creare uno spirito collaborativo completamente nuovo all’interno dell’associazione che ha deciso di ridefinire e perseguire il suo nuovo obiettivo:

 

"Promuovere lo sviluppo del canottaggio qualificandone il servizio per renderlo accessibile al più ampio numero di persone"

 

La Canottieri Rumon ha pertanto spalancato le porte alle disabilità ed a sistematizzarne i processi di inclusione. A fine 2016 erano già 4 le persone diversamente abili tesserate con la Canottieri Rumon e a fine giugno 2017, sono poi salite a 13 di cui 7 con disabilità fisica e 6 con disabilità psichica. Questi ultimi in gran parte provenienti dal progetto Canottaggio Integrato 2016-2017 affrontato questa volta con maggiore partecipazione e determinazione. Grazie al supporto di allenatori qualificati che operano sotto la direzione tecnica di Giovanni Santaniello attuale allenatore capo della compagine nazionale di para-rowing riescono ad essere esaltate in tempi brevi le caratteristiche individuali di ogni singolo atleta. Tra questi, ultimo per acquisizione ma primo per determinazione è Giacomo Perini, un atleta con disabilità fisica a cui è opportuno lasciare raccontare la sua storia:

 

giacomo perini sullo sfondo il tevere

"Quando dopo tre anni combatti con la malattia, l’unica soluzione per vedere la luce al di fuori del tunnel è quella di amputare la gamba che ha dovuto sopportare due recidive a distanza di poco tempo. Questi tre anni, sono stati anni fantastici perché questa mia avventura mi ha dato molto più di quello che mi ha levato. Mi sta lasciando una vita con un senso e significato più profondo e pieno rispetto a prima perché mi si sta riempiendo di passioni nuove mai scoperte fino ad ora. L’unico tasto dolente che c’era, era stata la negazione prima dell’amputazione a causa della condizione della mia gamba, dell’equitazione. Perché è stato il mio primo sport vissuto a livello agonistico per ben dieci anni, smetterlo è stato un colpo basso che sono riuscito a superare con la consapevolezza di non poterlo più fare e grazie alla sostituzione con altre passioni. Ma la straordinarietà è stata che dopo pochi mesi dall’amputazione avvenuta a Dicembre 2016, mi si è riaccesa una fiamma che si era affievolita ma mai spenta. Infatti mi è tornata una voglia incontrollabile di fare sport, e riflettendoci, la disciplina che in quel momento mi dava le giuste sensazioni per ricominciare quel percorso, era il canottaggio. Una nuova passione che mi era nata all’improvviso, così dal nulla come fu esattamente per l’equitazione più di dieci anni fa. Avendo un amico di famiglia che lo praticava alla Canottieri Rumon mi sono indirizzato immediatamente lì. Devo dire che il benvenuto è stato dei migliori, ho conosciuto immediatamente in quel pomeriggio, il Presidente che mi è subito risultato molto disponibile e l’allenatore: persona che solo con le parole è riuscito a trasmettermi una passione e voglia di lavorare che in tutti gli anni che ho fatto sport non avevo ancora visto. Solo grazie a quelle parole e con alcune domande mi è aumentata ancora di più la voglia di cominciare subito questa nuova avventura. Da quell’istante non li ho più lasciati ed è cominciata una collaborazione professionale che mi sta permettendo di allenarmi seriamente e di muovere i miei primi passi nella Nazionale del ParaRowing. Anche grazie al fatto che il mio allenatore, è allo stesso momento capo tecnico della federazione Paralimpica. Già solo questo inizio è la dimostrazione che da un’avvenimento che poteva risultare tragico e che avrebbe portato solo un limite insuperabile, grazie ad una visione lunga e positiva, lavorando su se stessi è nato qualcosa di molto più bello e importante. Questo, in qualche modo, è la realizzazione plastica che non c’è siepe senza infinito e non c’è infinito senza siepe, è sempre da un limite, impedimento o disagio, che nascono le cose che ti cambiano la vita in meglio. Il canottaggio in questo ci riesce perfettamente perché nel momento esatto in cui sali in barca riesci a fare esattamente quello che fanno gli altri. È la dimostrazione che c’è una relazione strettissima tra le disabilità e lo sport. Lo sport aiuta senza dubbio le persone a trasformare le proprie fragilità in punti di forza e a non utilizzare i propri limiti come alibi per non fare qualcosa ma anzi il contrario. Cercare di migliorarsi facendo sempre di più e sempre meglio. Serve infatti per scoprire il proprio fisico e formare una mentalità forte e determinata nell'affrontare le difficoltà che nello sport come nella vita si possono incontrare. Ci tengo ad aggiungere che la professionalità che ho trovato nella mia attuale società, Canottieri Rumon, è anche determinata dal fatto che prima di me e tutt’ora si allenano molti altri ragazzi che hanno sia disabilità fisiche che mentali. Siamo un gruppo molto unito di 12 ragazzi che si divertono insieme accomunati dalla stessa passione. Mi ha stupito la felicità che vedo nei loro occhi ogni volta che vengono ad allenarsi e la serietà con cui lo fanno; perché è fondamentale anche il clima che si viene a creare tra noi atleti in quanto alla fine ce lo trasmettiamo a vicenda. Posso solo concludere dicendo che lo sport nella vita di ognuno di noi deve essere imprescindibile, in questo il canottaggio è l’emblema di come sia una vera palestra di vita. Impari ad affrontare la vita di tutti i giorni, ogni volta che sali sulla barca soprattuto grazie al contatto con l’acqua che rispecchia l’anima di ognuno di noi. Il canottaggio è vita!!!"